Tesi

Il progetto di Spazio Grisù ha destato fin dall’inizio l’interesse di numerosi studenti di diverse Facoltà universitarie – che spaziano da Economia ad Architettura, da Scienze della Comunicazione a Tecnologia del Turismo culturale. Gli studenti hanno così dedicato le proprie tesi di laurea a questo esperimento che, senza dubbio, non ha precedenti in Italia.
Ecco alcuni esempi:

Nome del candidato: Chiara Olivastri
Università degli Studi di Genova, Scuola Politecnica, DSA, Dipartimento di Scienze per l’Architettura
Tutor: Raffaella Fagnoni
Titolo: “Con Temporaneo. Design per il riuso di spazi abbandonati”
Abstract della tesi di Dottorato in Design:
La ricerca s’inserisce all’interno della cornice del patrimonio dismesso urbano, visto come interessante serbatoio d’innovazione sociale, dove osservare pratiche di auto-organizzazione della società resiliente, secondo logiche di un design spontaneo e condiviso.
Il riuso temporaneo degli spazi abbandonati è il prevaricare dell’effimero e dell’open source rispetto alla logica autoriale e stanziale, per mezzo di pratiche collaborative, performances, eventi, occupazioni da parte di start up e associazioni, volte alla riappropriazione immediata dei vuoti.
Sono stati esaminati diversi casi-studio italiani di riuso temporaneo, divisi in tre cluster: quelli che hanno agito senza risorse e supporti (bottom), quelli che grazie a bandi e finanziamenti sono riusciti ad avere un supporto (between) e quelli sostenuti dall’Amministrazione a diverso titolo, con permessi e/o finanziamenti, dove vi è stato da subito un ampio coinvolgimento e un confronto assiduo tra attivisti e parte pubblica.
A quest’ultima sezione appartiene il caso di Ferrara di “Spazio Grisù”, visto, appunto, come esempio emblematico di un riuso effettuato grazie all’idea e all’impulso di iniziatori che hanno saputo coinvolgere e rendere parte attiva l’Amministrazione in un processo di riattivazione di uno spazio abbandonato.
Sono oggetto di analisi gli artefatti materiali e immateriali necessari e, di conseguenza, una lettura del ruolo e degli strumenti del design nella città.
L’indagine di questi processi “dal basso”, nel contesto nazionale italiano, ha l’obiettivo di chiarire dinamiche relazionali tra i diversi soggetti e riconoscere debolezze e potenzialità di un fenomeno in continuo sviluppo, in grado di decollare e produrre cambiamento sociale.

Studentessa: Stefania Ratini
Facoltà: Economia Sociale, Università di Bologna, Campus di Forlì
Relatore: Roberta Paltrinieri
Correlatore: Federica Bandini
Titolo della tesi: Nuove forme di partecipazione nei processi di rigenerazione urbana: il caso di “Spazio Grisù”.

Abstract della tesi di laurea:
Un’amministrazione pubblica che intenda, di sua iniziativa o su pressione della società civile, coinvolgere i cittadini nella decisione delle proprie politiche, si trova oggi di fronte a un’ampia gamma di possibilità e strumenti, che sono stati sperimentati e affinati nel corso degli ultimi vent’ anni in diverse parti del mondo. Le pratiche partecipative sono ormai raccomandate da molte organizzazioni internazionali, sono state promosse dai programmi europei e hanno cominciato a diffondersi anche nella legislazione italiana, soprattutto nel campo della riqualificazione urbana, delle politiche sociali e degli interventi per lo sviluppo locale.

Il caso di Spazio Grisù rappresenta un esempio lungimirante di come amministrazione pubblica e cittadini possono unirsi per favorire strategie integrate di recupero di un bene pubblico (un’ex caserma dei vigili del fuoco) e ricercare le condizioni affinché spazi vuoti tornino ad essere luoghi significativi per la comunità locale, per farne occasione di sviluppo puntando sull’economia culturale e creativa.

L’idea è che lo spazio possa essere riempito di talento, competenze, tecnologie, passioni e che, con anche un po’ di coraggio, questo luogo diventi un laboratorio aperto di contaminazione, che produca nuove offerte culturali ed innovative per e con la comunità locale, contribuendo ad una nuova “economia creativa”. In questi luoghi, dal basso, si può diventare quindi produttori di nuove idee, confrontandosi e contaminandosi con il territorio circostante.

Il lavoro analizza il concetto di partecipazione concentrandosi sul modello dell’empowerment, gli strumenti ed i soggetti coinvolti, e la loro esplicazione nell’ambito di “Spazio Grisù”, caso emblematico in cui il processo partecipativo di rigenerazione avviene per step, senza finanziamenti pubblici iniziali e con una forte motivazione dell’associazione proponente e delle imprese coinvolte, che si avvalgono della disponibilità della Provincia e del Comune di Ferrara.

 

Studentesse: Lidia Pasini, Martina Fuligni.
Relatore: Prof. Arch. Gabriele Lelli.
Correlatore: Prof. Arch. Gianfranco Franz.
Titolo: “Postproduzione. Dismissione creativa dello Spazio Grisù a Ferrara”.
Università: Università degli Studi di Ferrara – Facoltà di Architettura.

Abstract della tesi di laurea:
Oggetto di tesi è il riuso dell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco, in via Poledrelli 21, a Ferrara.
L’ex Caserma ospita da settembre 2012, in comodato d’uso gratuito per cinque anni, l’Associazione Grisù per la realizzazione della prima “Factory creativa” della regione.

Attraverso la determinazione di un obiettivo strategico ampio, la finalità è di definire un progetto degli spazi; da luogo abbandonato a nuovo centro per la città di Ferrara, attrattore di forza creativa e di giovani. Allo stesso tempo rigeneratore della complessa realtà urbana in cui si inserisce (quartiere giardino e zona grattacieli).

Il lavoro è sostenuto da un’approfondita ricerca sul tema della creatività e della dismissione urbana che si completa con una raccolta di best practices – italiane ed europee – di riuso creativo degli spazi abbandonati. L’analisi dei casi studio ha portato alla definizione di un modello strategico di riuso spaziale.

La ricerca si focalizza poi sulla realtà di Ferrara e il modello strategico viene tradotto in oggetti concreti. Il progetto tiene conto degli obiettivi specifici dell’Associazione Grisù e delle varabili “tempo” e “sostenibilità” (sia nell’accezione economica che in quella materiale).

 

Studentessa: Giulia Sgarbi
Relatore: Prof. Florentino Carreño
Titolo: “Espacio Grisu: una reconversión creativa como contenedor de cultura y experimentación.”
Università: UB Universitat de Barcelona

Abstract della tesi di laurea:
La riconversione dell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco in un contenitore di attività culturali e creative di profilo internazionale si presenta come possibile punto di partenza sulla cui base costruire un progetto territoriale per la creazione di un distretto regionale evoluto nella città di Ferrara. Puntare sullo sviluppo delle industrie culturali e creative significa sia creare nuove economie sia costituire un asset in grado di produrre economie importanti per i diversi settori di attività già esistenti.
Partendo da un’analisi locale della città di Ferrara si è passati a uno studio più generale, legato ai casi di eccellenza di spazi riqualificati, come centri culturali, italiani ed europei, con la finalità di comprendere le principali dinamiche associate al tema e sviluppare all’interno dello Spazio Grisù le migliori strategie gestionali, suggerite dalle best practice in questo settore.
Il lavoro si è poi concentrato sul progetto di riconversione, in un’ottica di medio-lungo periodo, dell’ex-Caserma in un laboratorio per imprese creative d’eccellenza, basato sui concetti di creatività, produttività e scambio, con una forte attenzione all’etica, alla sostenibilità e all’impatto sociale.
Oltre alla riconversione creativa di un edificio dismesso, si è infine proposta la creazione di questo centro con la prospettiva di recupero di un quartiere problematico, sul quale, fino ad oggi, poco è stato fatto.
L’obiettivo principale dello Spazio Grisù sarà sviluppare il potenziale innovativo delle creative industries, attraverso l’attività di incubazione e promozione delle imprese ospitate, col fine di creare un centro propulsore dell’economia del territorio, un punto di riferimento in cui i migliori professionisti possano confrontarsi e un network nazionale ed internazionale legato ai settori coinvolti.
La strategia di comunicazione sarà condotta in modo da fornire un posizionamento e una credibilità allo Spazio Grisù, anche verso potenziali sostenitori, in un’ottica fundraising oriented.
La strategia di marketing è basata su un sistema di livelli che lavorano in interazione fra loro e che comprendono il quartiere, il Comune, la Provincia e la Regione Emilia-Romagna, ma anche altre realtà del settore, a livello nazionale ed europeo.

 

Studente: Marco Pasetti
Relatore: Prof. Fabio Donato

Titolo: “Lo sviluppo culturale e creativo partecipato: il caso di Spazio Grisù”
Università: Università degli Studi di Ferrara – Dipartimento di Economia e Management 

Abstract della tesi di laurea:
Lo studio ha avuto come oggetto la nascita e l’evoluzione dello Spazio Grisù, considerando questa realtà come un’opportunità innovativa di sviluppo economico per il territorio circostante.
Dopo un’analisi delle industrie culturali e creative nel contesto nazionale, il focus si è spostato sui soggetti coinvolti nella valorizzazione e diffusione della cultura in Italia, nonché sui relativi ruoli e i possibili miglioramenti che si potrebbero mettere in atto per sfruttare al meglio le potenzialità inespresse dell’intero territorio italiano come nuove opportunità di sviluppo economico.
Il progetto di Spazio Grisù vuole rispondere ad un’offerta culturale di cui il territorio di Ferrara sentiva il bisogno; oltre ad incentivare lo sviluppo economico, può incidere sulla trasformazione sociale e sulla vivibilità urbana dell’intera città.
Se da un lato Spazio Grisù presenta alcuni svantaggi, dovuti al fatto di essere una realtà innovativa – quindi, a volte, difficilmente disciplinabile dalla normativa vigente – dall’altro offre vantaggi significativi, come il recupero a costo zero di immobili pubblici dismessi, nonché l’interazione di realtà imprenditoriali eterogenee, che possono dar vita a sinergie innovative.
Spazio Grisù intende essere non solo un incubatore di imprenditorialità culturale, ma anche uno spazio culturale polivalente che rafforzi la capacità competitiva del territorio.
Il valore aggiunto di Spazio Grisù si può identificare, quindi, nello scambio di competenze e nei progetti condivisi che si creeranno tra i soggetti ospitati all’interno dell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco.